Un grazie a tutti!

Mi sono riposato due giorni. Il viaggio è stato stancante e il rientro denso di impegni, tra cui quello di svuotare e restituire la grossa casa viaggiante nella quale ho vissuto per un intero mese.

Il tempo di riflettere sui chilometri macinati (circa 4500) senza contare quelli fatti con la Zero FX, che devo a malincuore riconsegnare al concessionario Energeko di Roma, che me l’ha gentilmente prestata.

Con questo piccolo post voglio fare omaggio con una gallery a tutti quei volti fotografati durante questo incredibile tour, pubblicandoli praticamente tutti!

Buona estate, e mi raccomando, mangiate tanti gelati (Sammontana)

Finalmente a casa!

Eccoci di nuovo al punto di partenza! ieri sono arrivato alla fine di questo mio entusiasmante viaggio intorno alle coste della nostra splendida penisola.

Ad attendermi al Bagno Dunadonda a Marina di Vecchiano tanti amici, familiari e bimbi gelatosi.

La mia super-assistente Anna Del Debbio ha immortalato alcuni di questi momenti: Tommaso Casigliani ha ripreso questo arrivo anche con il drone. Anche l’amico e collega Filippo Brancoli Pantera è venuto a salutarmi alla fine della mia avventura.

Dalla Sammontana, Paolo Malvaldi, in sella alla Zero FX, ha seguito il camper fino all’arrivo alla spiaggia. (in apertura un fotogramma della ripresa fatta dal drone all’arrivo a Marina di Vecchiano)

Vi lascio un po’ di foto e mi godo un po’ di relax. Nei prossimi giorni scriverò ancora storie e riflessioni da questo incredibile giro d’Italia.

Grazie infinite a tutti per avermi seguito e buona estate !

Nicola Ughi

Di nuovo sul Tirreno

Ieri mattina di buon’ora ho messo in moto la mia grossa casa viaggiante e ho attraversato l’Italia per tornare sulla costa dalla quale sono partito circa un mese fa’.

Ho attraversato la Pianura Padana in uno dei giorni da bollino rosso sia per le temperature che per il traffico: Sabato 1 agosto 2020. Per molti italiani l’inizio delle ferie in un anno travagliato sia dal punto di vista economico che storico: solo 4 mesi fa, quando i bollettini parlavano di 1000 morti al giorno, nessuno pensava che ci sarebbe stata un’estate quasi normale.

Per fortuna il traffico l’ho evitato, complice l’ottimo Google Maps; e il caldo è rimasto fuori dal finestrino del camper per tutti i 550 chilometri che separano Lignano Sabbiadoro da Genova. Viaggiando ha avuto modo di pensare molto alla bellissima avventura che ho intrapreso e che sta arrivando a conclusione: lo splendido paese che ho visitato (grazie a Dio il mio paese), i tanti luoghi che non conoscevo e che ho avuto modo di apprezzare e “assaggiare” per ritornare a visitarli con calma e con la mia famiglia.

Raggiungo Genova attraverso il passo del Turchino. Il mare che generalmente si presenta come una linea netta all’orizzonte ieri era offuscato da un’aria resa gelatinosa dall’anticiclone africano. Mi aspetta il lido green Janua a Vesima, già periferia nord di Genova. Mi godo il forte accento ligure e l’ospitalità tipica di questa gente.

Janua è un lido di città, la gente che fa il bagno e gusta il gelato viene tutta da molto vicino. Si respira l’aria della piazza del paese. Mi bagno anch’io in un mare trasparente in mezzo a tanti bambini e mamme vocianti, e trovo refrigerio dalla calura in un’acqua bella fresca.

Il tempo di fotografare coppie di innamorati che condividono Bon Bon e bimbi con il Gruvi, e via verso Casa!

Oggi mi aspetta la conclusione ufficiale del tour al Dunadonda a Marina di Vecchiano.

Con il Friuli si chiude la mia risalita adriatica

Ieri la mia giornata si è svolta tutta tra Lignano Sabbiadoro e Grado, in maniera decisamente intensa, accompagnato in auto da Sara, la commerciale Sammontana che con una precisione tutta friulana ha organizzato la giornata di visite e scatti in maniera perfetta.

Grado è un’isola nella laguna e ci si arriva passando per l’antica Aquileia. Ad aver tempo era da fermarsi a visitare le vestigia romane (dalla strada si vedono i resti del foro ed una via lastricata) e la basilica romanica. Una zona questa bellissima e per il suo essere territorio di confine da migliaia di anni, densa di luoghi da visitare che valgono un nuovo viaggio.

Il centro di Grado è antico e molto carino e di chiara matrice asburgica, così come molte delle costruzioni che si trovano qui, che ricordano un lungo passato sotto la corona austriaca, fino al 1918.

Le spiagge sono lunghe e sabbiose. A Grado il fondale è basso per una buona lunghezza, tanto che le persone passeggiano con i piedi nell’acqua per un po’ prima di poter fare un bagno. A Lignano la sabbia è dorata, come dice il nome della località.

Ieri è stata tutta dedicata al gelato. Ho fotografato bellissimi bambini e ragazzi che è difficile scegliere, quindi troverete qui sotto una nutrita gallery.

Vi lascio con un notturno, che simboleggia la fine di questo lungo viaggio. Oggi mi aspetta una lunga traversata autostradale verso Genova, e poi domani finalmente a casa.

Non perdetevi le ultime puntate.

L’immensità della laguna veneta

Ieri sono partito da Cervia con la volontà di percorrere con il mio ingombrante mezzo soltanto strade normali per raggiungere Jesolo e poi Lignano Sabbiadoro.

Passata la provincia di Ferrara (e l’ampia area del delta del PO) per quella di Rovigo entro finalmente in terra veneta, che con la costa Friuliana sarà l’ultima tappa della mia risalita adriatica.

Il Po forma una grandissima area naturalistica con il suo delta, che mi ha ricordato quello ben più grande del Danubio in Romania, visitato molti anni fa. I territori dei delta dei grandi fiumi formano riserve ricchissime di fauna, e sono terra di elezione per gli appassionati di bird-watching.

Dal delta del Po si passa impercettibilmente alla laguna, verso la città di Chioggia, anch’essa una piccola Venezia. Andando più a nord mi fermo con i commerciali Sammontana in un bellissimo chiosco green presso Capo Sile (anche il Sile, che bagna Treviso, è uno dei fiumi che afferiscono alla laguna di Venezia). Qui passa la ciclabile che porta fino a Monaco di Baviera. Il percorso è disseminato di torrette per il bird-watching da dove la sera e la mattina si possono vedere anche i fenicotteri rosa.

Percorrendo la strada Jesolana fino al confine con il Friuli Venezia Giulia osservo un territorio perfetto e amministrato con giudizio e passione: i campi, i casali, le strade, tutto sa di buon-governo e di amore per il territorio.

Giungo a sera al Camping Sabbiadoro a Lignano, e successivamente in bici raggiungo il faro e la laguna passando attraverso una cittadina popolata da mitteleuropei e asburgici che continuano a considerare questi luoghi il “proprio” sbocco al mare. In giro si sente parlare solo tedesco e vari idiomi slavi: i nostri confinanti possiedono qui le loro seconde case, e il loro denaro ha fatto crescere Lignano Sabbiadoro con condomini e villette di grande lusso affacciate sul mare.

Oggi sarò accompagnato da Sara, la commerciale Sammontana responsabile di questa zona del Friuli, e mi aspetta una giornata ricca di fotografie e bambini gelatosi.

Seguitemi fino alla fine!

La Romagna e l’industria delle vacanze

Ieri ho trascorso quasi tutta la giornata negli stabilimenti “Fantini Club” di Cervia, che se messo a confronto con quanto visto fino ad ora non ha paragoni dal punto di vista dell’organizzazione.

Questo gruppo di lidi affiancati è strutturato come una vera e propria azienda dedicata alle vacanze e all’intrattenimento: ci sono una spa, una palestra, tre ristoranti, campi da beach volley e beach soccer, tre bar e innumerevoli attività collaterali.

Tutto è studiato per i vari target di clientela che frequentano questa riviera e che possono trovare qui ogni tipo di risposta alle proprie esigenze.

Ovviamente il gelato scelto da Fantini club è Sammontana. Ieri ho avuto la fortuna di gustare finalmente quello che fino a qualche giorno fa era introvabile: il sublime Gruvi al Pistacchio.

La serata invece l’ho trascorsa a Cesenatico, dove mi sono lasciato conquistare da uno dei tanti ristorantini sul Porto Canale, e dove ho passeggiato al tramonto per cogliere altri aspetti della vita dei vacanzieri di questa riviera romagnola che oggi abbandonerò in vista della costa veneta.

A presto!

La Romagna : paradigma dell’estate

In Romagna sono un pezzo avanti, non c’è che dire: Riccione, Rimini, Cattolica, Milano Marittima … tutte località sviluppatesi nel dopoguerra per fornire agli italiani, specialmente quelli che venivano dal nord, la classica “vacanza al mare”.

Qui l’ospitalità è azienda, e questa estate del 2020, tra mille incertezze, ha fatto sentire le sue difficoltà.

Ieri mi sono fermato (di passaggio con il mio grosso Camper in viaggio verso Cervia) a Riccione, allo stabilimento “Samsara” beach, che è decisamente molto bello e molto ben frequentato, oltre che super-brandizzato “Sammontana“.

Il tempo di scattare qualche foto e mangiare un ottimo tagliolino con i ricci gentilmente offerto e poi via verso Cervia.

All’imbunire ho scaricato la Zero e nel silenzio assoluto mi sono fatto 20 km verso Ravenna, che suscita in me sempre un grande fascino.

Questa città è stata tre volte capitale: Dell’impero romano d’occidente dopo la caduta di Roma, del regno longobardo d’Italia e poi dell’esarcato. Ha visto il suo massimo splendore in epoca alto-medievale (tra il 400 e il 700 d.c circa) e conserva ancora bellissimi monumenti paleocristiani e splendidi mosaici bizantini. La sua peculiarità era quella di essere praticamente del tutto circondata dalle acque (come Venezia) e questo la rendeva sicura e controllabile. Nei secoli le piene del Po e l’avanzare della terraferma l’hanno posta più lontana dalla costa (8km) rendendola via via meno strategica.

Per chi è affascinato dalla storia non può perderla, e forse questo è l’anno giusto per goderne a pieno.

Oggi ancora Romagna. Aspettate domani per la seconda puntata!

E’ esplosa l’estate italiana

Ieri era lunedì, e se penso ai lunedì vissuti in altri lidi della penisola, dove sembrava maggio (dal punto di vista dell’affollamento), la giornata da poco trascorsa mi ha catapultato nell’estate italiana, quella vera.

Complici sono forse le temperature in aumento dovute alla prima lingua di fuoco africana, il fatto che siamo a fine luglio o la bellezza mozzafiato di questo territorio, dove si mangia e si beve bene e dove la vista gode di scenari spettacolari e l’adriatico ha un bel colore azzurro cristallino.

Le molte curve in sella alla Zero FX mi fanno divertire moltissimo e mi permettono di arrivare dove solo bici e camminatori potrebbero. L’impercettibile sibilo del motore elettrico mi porta in silenzio su sentieri del Monte Conero da dove si aprono vedute incredibili.

Scendo verso le spiaggette di Portonovo e trovo parcheggi completamente pieni e lidi (nonostante il covid) molto affollati. Tento la fortuna di prenotare un tavolo per la cena nei tanti ristorantini affacciati sulla spiaggia, ma invano: tutto pieno (ed è un lunedì di Luglio).

Colgo l’occasione per scattare foto di paesaggi animati che mi ispirano e di capire come gli italiani si siano riversati volentieri sui luoghi più belli della penisola, oggi che i viaggi all’estero sono da evitare, godendo finalmente del nostro bellissimo paese. Mi accompagna sempre il cono che ride, sulla mia maglietta, ma anche nei tanti bar, a dimostrazione di come la tradizione del gelato italiano sia apprezzata dai più.

Dopo un bagno in mare ritorno verso l’abitato di Poggio, dove mi siedo all’osteria e gusto piatti prelibati della tradizione marchigiana.

Oggi mi attende la lunga riviera romagnola. A domani!

Il Conero interrompe la lunga costa adriatica

L’Adriatico è un mare meno profondo rispetto al Tirreno: nella parte che bagna le regioni che vanno dall’Abruzzo al Friuli Venezia Giulia la sua profondità non raggiunge quella dei tre laghi prealpini (300 mt). Soltanto dalla Puglia in giù diventa più profondo.

Questa caratteristica dei fondali, e i suoi lunghi litorali sabbiosi, rendono questa costa italiana ideale per le vacanze di massa, che dal secondo dopoguerra hanno visto fiorire località come Rimini, Riccione, Cervia e Milano Marittima.

Adesso mi trovo nel Conero, che insieme al Gargano (più grande) è un promontorio calcareo caratterizzato da coste scoscese a picco sul mare. Questo territorio, in provincia di Ancona, è famoso per i suoi vini (Conero DOC) e leggermente più a sud (Recanati) per aver dato i natali ad uno dei poeti più importanti dell’800 italiano: Giacomo Leopardi.

I saliscendi, i borghi e le viste sono diverse da quelle che caratterizzano questa costa e interrompono la monotonia. In sella alla Zero FX è stato uno spasso, all’imbrunire, partire da Numana verso Sirolo e Portonovo, dove mi sono divertito a fare qualche lunga espsozione.

Oggi mi aspettano lidi gelatosi e tante altre curve.

Seguitemi!

Grecale sulla costa abruzzese

Dopo le bufere di venerdì, ieri la costa tra Pescara e Giulianova era battuta da un forte grecale, che ha più o meno lo stesso effetto della giornata di libeccio sulla costa tirrenica.

Il turismo su questo tratto di costa è locale, e più o meno lo è sempre stato, quindi anche il 2020 e la sua mancanza di turismo straniero non hanno inciso più di tanto.

Raggiungo in sella alla Zero FX il lido Venus di Francavilla a Mare. Questo tratto di costa purtroppo si apprezza poco dalla statale adriatica perché di fronte al mare si è costruito molto e i tratti litoranei che sono stati recuperati tra le case e gli stabilimenti sono pedonali o ciclabili.

La sabbia è fine e dorata, molti ragazzi giovani giocano a beach volley o fanno capannello. Mi intrattengo con il proprietario del lido e apprezzo la sua cadenza abruzzese che è come una parlata di transizione tra il pugliese e il marchigiano.

Sulla via del ritorno attraverso Pescara, che mi ricorda un po’ Livorno, ma con il sole alle spalle. Per apprezzare la costa e scattare qualche bel paesaggio devo arrampicarmi un po’ sulle colline all’altezza della Torre di Cerrano, tra i vigneti che digradano verso il mare.

Sul tramonto mi faccio un giretto sulle colline per apprezzare un po’ di cucina abruzzese. Non possono mancare gli arrosticini di pecora e un cerasuolo rosato fresco.

Il grecale si è calmato e ha pulito tutto. Si vedono il mare, il Conero e il Gran Sasso. L’Abruzzo per me era una terra sconosciuta, e sicuramente il Gran Sasso e le sue vette meriteranno una vacanza a breve.